Nei giorni scorsi, gli studenti della classe 1AS – indirizzo Professioni per la Sanità e l’Assistenza dell’IIS Leonardo da Vinci di Padova hanno partecipato a un’attività di incontro intergenerazionale presso il Centro Servizi Beato Pellegrino di AltaVita-IRA.
L’esperienza si è basata sull’utilizzo della musica come strumento di reminiscenza: attraverso canzoni popolari e molto conosciute (Quel mazzolin di fiori, Bella Ciao, Volare, Io vagabondo), gli studenti hanno stimolato i ricordi e le narrazioni personali degli ospiti.
I ragazzi hanno presentato il significato dei brani, cantato insieme agli anziani e posto domande preparate in precedenza, favorendo l’ascolto e il dialogo. Le canzoni hanno riattivato ricordi legati alla giovinezza, al lavoro, alla famiglia e alla storia personale di ciascuno.
L’attività ha rappresentato un’importante occasione di formazione esperienziale: gli studenti hanno potuto sperimentare il valore della relazione, dell’ascolto attivo e del rispetto delle storie di vita, competenze fondamentali per chi si prepara a lavorare nell’ambito dell’assistenza.
Un’esperienza significativa, che ha arricchito sia gli studenti sia gli ospiti, confermando il valore educativo degli incontri tra generazioni.
Ecco il post dalla pagina Facebook dell'IRA:
Quando la musica diventa memoria e formazione (VIDEO
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"Sei mai stato imbarcato in una nave?" "Hai mai avuto un amore estivo?" "Hai conosciuto un partigiano?". Domande come queste, poste dagli studenti del IIS Leonardo Da Vinci Padova , hanno aperto porte di memoria, che da anni aspettavano di essere riaperte. Nei giorni scorsi, al Centro Servizi Beato Pellegrino di AltaVita-IRA, non c'è stato solo un incontro con degli studenti, o una sorta di spettacolo canoro. C'è stato un viaggio nel tempo.
Ogni canzone – da "Quel Mazzolin di Fiori" a "Bella Ciao", da "Volare", a "Io vagabondo" - è diventata la chiave per accedere a storie vere, momenti vissuti con fatica e gioia, ricordi inossidabili, che sembrano ancora lì, da toccare con mano (nel video lo si nota nitidamente, e se ne resta stupiti...). I ragazzi della classe 1AS (indirizzo Professioni per la Sanità e l'Assistenza) hanno prima presentato il significato di ogni brano, poi cantato insieme ai nostri ospiti, e dopo ancora ascoltato. Veramente ascoltato.
Perché la tecnica della reminiscenza funziona così: c’è uno stimolo familiare - una melodia, un ritornello – che riattiva la memoria autobiografica. I ragazzi, con canzoni famose e conosciute da tutti, hanno stimolato la narrazione, attraverso domande preparate con cura.
Ad esempio, con “Romagna mia”, che descrive l’amore e la nostalgia per la propria terra natale, la sua gente e le sue tradizioni allegre, la domanda posta è stata: “Cosa ricordi di bello della tua città natale?”. Con “Il ragazzo della via Gluck”, che parla di un ragazzo costretto ad abbandonare la campagna per trasferirsi in città, che poi si rende conto che è cambiata ogni cosa, la domanda è stata: “È successo anche a te di doversi trasferire per lavoro?”.
Così, improvvisamente, la signora con gli occhiali comincia a raccontare del fidanzato marinaio, il signore con i baffi ricorda quando cantava nei campi, qualcuno parla della guerra con una lucidità che sorprende.
Questa attività è stata preziosa per aiutare a formare i futuri professionisti dell'assistenza: non sui manuali, ma nella relazione vera. Imparare a progettare un'attività, prepararsi sui contenuti, gestire l'interazione con la fragilità, accogliere le storie. Capire che dietro ogni ospite c'è una biografia che merita rispetto e attenzione.
I ragazzi sono usciti – lo auspichiamo - diversi da come sono entrati. E i nostri ospiti hanno ritrovato, per qualche ora, il piacere di essere testimoni, artefici di conoscenza attraverso la narrazione della propria vita.
Grazie all'IIS Leonardo da Vinci per aver scelto AltaVita-IRA come luogo dove la formazione diventa esperienza umana.